Categoria (Generico) di Mario Palermo il 16-10-2009
l’anima cresce, come il corpo, con l’esercizio,
essa cresce, come il corpo, con il movimento.
La vita è movimento, il movimento è vita. vassily kandinsky
Questo noto pittore del novecento, è stato il fondatore dell’arte astratta, e lascia stupiti il fatto che possa avere scritto un adagio come questo.
Ad un artista poco si confà il profilo dell’uomo d’azione.
Molto più calzante è l’idea dell’uomo di pensiero, l’intellettuale o addirittura l’istintivo che trasforma il pensiero e l’emozione in colore. E allora, qual è il nesso tra l’arte e l’azione?Continua a leggere »
Categoria (Generico) di Mario Palermo il 23-09-2009
Le ultime statistiche sulla fedeltà delle persone al lavoro e all’azienda forniscono un’allarmante evidenza.
Ci indicano senza ombra di dubbio che si è perso quello spirito di appartenenza, quel senso di identità aziendale che hanno vissuto più intensamente coloro che sono passati per il lavoro durante il boom economico degli anni 60.
Qua e là dentro qualche bar di paese, nostalgiche testimonianze, vividi ricordi di com’era lavorare due ventenni fa.
Della serie “com’era e come eravamo”, molti lavoratori ormai in pensione , ricordano il bel periodo in cui si sentivano parte di un’avventura. Continua a leggere »
Una persona profonda, che tutti vorrebbero incontrare e con la quale è piacevole parlare, e non perché racconta amenità o barzellette più o meno attuali, ma perché dice cose interessanti e che fanno pensare.
Così dovrebbe essere il venditore professionista.
È ovvio che queste caratteristiche non sono frutto dell’improvvisazione, ma il risultato di un percorso di sviluppo e di maturazione. E di buone letture.
Probabilmente ciò che troverete scritto in questo articolo non riguarda qualsiasi tipo di vendita, o almeno non tutti i tipi allo stesso modo.
Esiste tuttavia un denominatore comune alla vendita in molti settori merceologici che suona più o meno così: più contatti, più vendite. Le cose stanno più o meno come scrisse un grande maestro della vendita:
Non è possibile incassare commissioni senza raccogliere ordini.
Non è possibile raccogliere ordini senza concludere trattative.
Non è possibile concludere trattative senza avviarle
Non è possibile avviare trattative senza visitare clienti.
Non è possibile visitare clienti senza fissare appuntamenti.
Non è possibile fissare appuntamenti senza telefonate e stabilire un contatto. Continua a leggere »
Categoria (Generico) di Mario Palermo il 20-07-2009
Fare o essere? Questo è il dilemma!
Se sia più giusto subire i dardi della noia e dell’insensatezza di un lavoro, o nobilmente abilitante riconoscerne l’anima e la profonda ragion d’essere.
Dalla Sicilia all’Alto Adige, la domenica pomeriggio ricorre nei lavoratori un ritornello tipico dei tempi: “uffa, domani si ritorna al lavoro!”
Tale frase non è soltanto un modo di dire, perché è sempre più evidente che chi lavora, spesso si ritrova a subire e dunque soffrire le otto ore in azienda.
Libri, manuali, test, corsi più o meno seri di formazione delle risorse umane, dal manager al magazziniere, se ne sente parlare quotidianamente. Come orientarsi?
E’ presto detto: la formazione è un investimento e deve produrre risultati. Il risultato più importante che è lecito attendersi da un percorso di formazione orientato a produrre nella vendita, nel management e nella comunicazione comportamenti più efficaci è appunto il cambiamento misurabile dei comportamenti stessi.
Libri, manuali e test non producono cambiamenti. Sono, a volte, eccellenti e necessari supporti, ma da soli non cambiano il modo di operare delle persone. Dopo aver letto un libro sullo sci, io posso dire di sapere come si fa a sciare, ma non posso dire di essere capace di sciare: per imparare a sciare devo prima andare sulla neve, infilarmi gli sci e probabilmente cadere qualche volta.
E questo ci porta a parlare dei percorsi formativi: ottengono risultati quei corsi che impegnano nella sperimentazione pratica – ossia nella quotidiana realtà operativa – di quanto appreso in aula e che includono una esigente verifica dei risultati.
La domanda che ogni capo dovrebbe fare al collaboratore che torna da una giornata di corso non è “ti è piaciuto?” o “che cosa ne pensi?”, ma “che cosa hai imparato e che cosa, da domani, farai di diverso rispetto a quel che facevi fino a ieri?”. Continua a leggere »
“Le è mai capitato di essere stato fregato da uno che indossava giacca e cravatta?”
La domanda mi è stata posta da un venditore il quale cercava di farmi capire che l’abbigliamento, nell’attività di vendita, non è importante. Anzi, diceva, quanto più un venditore è elegante, tanto più i clienti farebbero bene a diffidare di lui.
Gli ho risposto che mi era sì capitato di sentirmi raccontar balle da venditori in giacca e cravatta, ma anche da quelli che non l’avevano e che quindi non ero in grado di attribuire all’abbigliamento il potere malefico di indurre le persone a ingannare il prossimo. Ho anche osservato che mi era capitato di incontrare persone oneste senza giacca e cravatta e alcune fra loro vestite addirittura piuttosto male, per non dire in modo trasandato. In questi casi, però, il mio atteggiamento non era stato quello che si potrebbe definire di immediata simpatia. Può darsi che io sia vittima di qualche atavico e inestirpabile pregiudizio, ma non credo di essere il solo e, in ogni caso, in quella situazione, io ero il cliente. Continua a leggere »
I venditori, si sa, non amano scrivere. Da alcuni mi sono sentito dire che se ne avessero avuto voglia avrebbero scelto di fare gli impiegati. Siccome, invece, sono uomini d’azione, preferiscono concentrarsi su qualcos’altro.
L’osservazione mi ha fatto riflettere e mi sono chiesto se anche scrivere non sia un’azione e se davvero sia così estranea all’attività di vendita. Mi sono risposto che non è affatto così. Scrivere è un’azione molto concreta e così importante da poter determinare la qualità dei risultati di vendita. Credo anzi si possa dire che un venditore che non scrive non è un buon venditore.
E che cosa dovrebbe mai scrivere? O, meglio, quali sono le circostanze nelle quali lo dovrebbe fare? In sintesi, se ne possono individuare tre: la programmazione, il momento in cui ottiene informazioni utili dal cliente, il report. Continua a leggere »
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